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Struttura simbolica e produzione musicale
La produzione di musica nelle situazioni quotidiane
La produzione musicale come sistema d'interazione con l'ambiente
Progetti e tecnologie per lo sviluppo degli strumenti digitali
L' home studio digitale
Gli utilizzatori di nuova tecnologia
Le pratiche necessarie all'uso delle innovazioni digitali
Le competenze del producer musicale
Analogico o digitale?
Conclusioni
Bibliografia
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CAPITOLO I: STRUTTURA SIMBOLICA E PRODUZIONE MUSICALE

La prima cosa da fare nell'analisi delle tecnologie digitali consiste a nostro avviso nell'individuare un modello teorico che ci permetta di osservare l'oggetto d'indagine da un punto di vista ecologico, cioè all'interno degli ambienti di produzione musicale di cui ci vogliamo occupare; a nostro parere, un'ottica di ricerca valida ci sembra essere quella descritta dal modello del contesto sociale di Mantovani [Mantovani, 1995b].
Egli definisce le situazioni negli ambienti quotidiani come il punto d'incontro tra le opportunità offerte dalla situazione e gli scopi degli attori sociali, ed applica i risultati di tale ottica sia verso l'alto, includendo l'ordine simbolico, sia verso il basso, fino a comprendere le interazioni che gli attori hanno con l'ambiente tramite l'uso di artefatti.
In questo primo capitolo ci occuperemo di definire cosa sia una struttura simbolica e come venga modificata dall'azione, applicando poi questi concetti al contesto di produzione musicale.
Mantovani si occupa della struttura simbolica descrivendo come il contesto sociale sia definito dall' "…Incontro tra un sistema simbolico articolato e complesso, che integra l'insieme degli artefatti culturali e tecnologici presenti all'interno di un dato ambiente sociale e fisico, e l'azione degli attori sociali." [Mantovani, 1995b, p.19]
Il contesto sociale prende quindi vita alimentandosi di una struttura codificata di norme e strumenti, modificata storicamente dalle azioni delle persone.
"Un ordine simbolico, se non è condiviso, non può svolgere la sua funzione di garanzia della reciprocità dei comportamenti e dell'intelligibilità degli eventi. Per converso, dove l'ordine simbolico non solo funziona di fatto, ma viene anche valorizzato nel suo ruolo di mappa degli ambienti sociali e fisici, la comunicazione e la cooperazione tra gli attori diventano agevoli" [Mantovani, 1995b, p.91].
La presenza di un ordine simbolico condiviso risulta quindi essere la ragione principale dell'equilibrio sociale; ogni cultura è costituita da norme che istituiscono i ruoli, prescrivendo così che cosa sia appropriato per gli attori nelle varie situazioni e che cosa essi si debbano aspettare dagli altri.
Se il sistema simbolico stabilisce un ordine culturale, occorre definire il ruolo dell'altro elemento presente nella concettualizzazione di Mantovani, e cioè l'azione.
"…Invece di tentare di astrarre l'azione dalle sue circostanze e di rappresentarla come un piano razionale, l'approccio diventa quello di studiare come le persone sfruttino le loro circostanze per ottenere un'azione intelligente. Invece di costruire una teoria dell'azione partendo da una teoria dei piani, lo scopo è quello di indagare come le persone producono e sviluppano piani nel corso dell'azione situata".[Suchman, cit. in Mantovani, 1993b, p. 20]
Secondo questo modello, derivato dalla teoria dell'azione situata di Suchman, la relazione tra struttura simbolica e azione rende il contesto sociale continuamente instabile.
L'instabilità deriva dal fatto che, da un lato la struttura delimita le azioni significative possibili all'interno del suo perimetro:
"…Gli uomini organizzano i loro progetti, e attribuiscono significato agli oggetti, partendo dalle premesse dell'ordine culturale esistente"[Sahlins, 1985, cit. in Mantovani, 1993b, p. 20];
dall'altro, "…Poiché non è inevitabile che le circostanze contingenti dell'azione corrispondano all'eventuale significato ad esse attribuito da un dato gruppo, accade che gli uomini rielaborino in modo creativo i propri modelli convenzionali. In questo senso la cultura viene ad essere storicamente modificata nell'azione."[Sahlins, 1985, cit in Mantovani, 1993b, p. 20.]
La modificazione del contesto consiste allora nella trasformazione della sua struttura simbolica; questa viene alterata dall'intervento creativo dell'azione situata, attraverso la selezione di alcuni significati a scapito di altri.
"…Poiché il cambiamento di alcuni significati modifica i rapporti reciproci tra le categorie culturali, la struttura intera diviene un oggetto storico per opera della prassi umana". [Mantovani 1993b, p. 21]
Azione e struttura simbolica non possono allora essere individuati separatamente nella definizione del contesto, poiché
"…La storia del contesto è il risultato dell'incontro e dello scarto costante tra l'apporto pragmatico dell'azione situata ed i modelli culturali preesistenti. Né la cultura da sola, né l'azione, da sola, costituiscono un contesto" [Mantovani 1993b, p. 21].
Gli eventi e i significati sono mappati nell'ordine simbolico, ma questa mappatura non è esaustiva del significato potenziale, così che rimane sempre uno spazio aperto per la riformulazione pragmatica del loro significato:
"Nella realizzazione dei progetti pratici e dei rapporti sociali, gli esseri umani espongono le categorie culturali a rischi empirici. Nella misura in cui il simbolico equivale così al pragmatico, il sistema diventa una sintesi temporale della riproduzione e della variazione" [Sahlins, 1985, cit. in Mantovani 1995b, p.97].
Ogni volta che interpretiamo gli aspetti delle situazioni quotidiane, incontriamo significati pre-codificati provenienti dalla tradizione culturale, e significati nuovi emergenti dalle pratiche. Il nuovo senso nasce dall'interazione tra attori e strumenti, e per diventare significativo ha bisogno di essere codificato nell'ordine simbolico.
"In questo modo il vecchio sistema culturale viene proiettato avanti, nel presente e nel futuro, investendo dei suoi significati anche i nuovi eventi. Ogni innovazione non può fare a meno di innestarsi sulla tradizione precedente…"[Mantovani, 1995b, p.98]
L'analisi delle pratiche è quindi necessaria per completare la descrizione del sistema simbolico, perché entrambe gli elementi entrano in gioco nel definire le situazioni quotidiane.
Volendo applicare tale visione teorica ai contesti di produzione musicale, si viene a definire una situazione analoga, poichè anche in questo ambito le pratiche permesse dalla tecnica incontrano una serie di principi e di norme simboliche che definiscono le situazioni quotidiane.
Il modello di Mantovani infatti, applicato ai fenomeni musicali, presenta tre differenti livelli di analisi:
- 1. Un primo livello in cui i fatti e le espressioni musicali emergenti dalle situazioni quotidiane modificano le norme ed i significati di genere definendo uno sviluppo storico del contesto musicale;
- 2. Il livello delle situazioni quotidiane, in cui le opportunità presenti negli ambienti di produzione musicale si incontrano con le competenze dei musicisti generando nuovo significato e nuovi scopi che caratterizzeranno l'espressione musicale;
- 3. Un terzo livello in cui gli utilizzatori interagiscono con l'ambiente tramite gli strumenti digitali ed analogici definendone così il loro uso.
Ora ci occuperemo dei fenomeni appartenenti al primo livello, ovvero di come i generi siano determinati storicamente da fatti ed espressioni musicali emergenti dalle situazioni.

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