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Struttura simbolica e produzione musicale
La produzione di musica nelle situazioni quotidiane
La produzione musicale come sistema d'interazione con l'ambiente
Progetti e tecnologie per lo sviluppo degli strumenti digitali
L' home studio digitale
Gli utilizzatori di nuova tecnologia
Le pratiche necessarie all'uso delle innovazioni digitali
Le competenze del producer musicale
Analogico o digitale?
Conclusioni
Bibliografia
CAPITOLO III: LA PRODUZIONE MUSICALE COME SISTEMA D'INTERAZIONE CON L'AMBIENTE


Nei precedenti paragrafi abbiamo descritto il processo attraverso il quale il significato emerge dalle situazioni quotidiane, facendo particolare attenzione ai significati pre-codificati provenienti dalla tradizione culturale.
Adesso è il momento di soffermarsi sull'insieme di pratiche e di strumenti che permettono agli attori di interagire con i propri ambienti di lavoro e di tempo libero.
Norman, nella sua analisi degli artefatti, ha osservato che
"L'umanità ha inventato un'ampia gamma di oggetti che aiutano la cognizione, alcuni di natura fisica, altri di natura mentale. Ad esempio, strumenti come la carta, le matite, le calcolatrici e i computer sono artefatti fisici che facilitano i nostri processi cognitivi. La lettura, l'aritmetica, la logica e il linguaggio sono invece artefatti mentali, in quanto il loro potere sta nelle regole e nelle strutture che essi propongono." [Norman, 1993, p.18].
Queste parole ci mostrano come ogni ambiente nel quale viviamo giornalmente sia ricco di artefatti materiali, e come molte azioni ci siano possibili grazie all'uso di artefatti cognitivi.
Secondo Norman infatti, gran parte dell'intelligenza umana dipende dalla capacità di costruire strumenti.
Ogni nuova scoperta modifica in una certa misura la società, richiedendo una conoscenza di base sempre più approfondita; ogni tecnologia aumenta la capacità dell'uomo di produrne altre, causando una specializzazione sempre maggiore.
Nella società occidentale l'innovazione tecnologica è diventata una necessità che comporta la continua produzione di nuovi strumenti, subito testati dai settori più ricettivi alle innovazioni come l'industria cinematografica o gli studi di produzione musicale.
La presenza massiccia di artefatti nella nostra vita richiede quindi una attenta analisi sul loro ruolo negli ambienti d'interazione.
Il ruolo degli artefatti è importante perché attraverso le possibilità che ci offrono, stabiliamo delle pratiche per il loro uso che acquisiscono con il tempo significato ed entrano a far parte della struttura simbolica condivisa.
Nel precedente paragrafo abbiamo già incontrato un concetto fondamentale per gli artefatti: l'affordance.
Come avevamo accennato parlando della teoria della percezione di Gibson, le affordances rappresentano ciò che uno strumento consente di realizzare: le caratteristiche strutturali di un coltello ci indicano che con esso possiamo tagliare, la struttura di un libro specifica la capacità di trasmissione di significati a distanza nel tempo e nello spazio, ecc.
L'uso che quindi si fa di uno strumento dipende dalle affordances che si riescono a percepire, da "…Ciò che la gente percepisce come possibilità operative dell'oggetto" [Norman, 1993, p. 115].
Può capitare infatti che alcune delle funzioni più potenti di uno strumento non vengano utilizzate proprio perché rimangono sconosciute agli utilizzatori.
Naturalmente, oltre a dover essere ben specificate, le affordances devono essere riconosciute grazie a conoscenze tecniche: un computer può risolvere molti problemi di tempo e di organizzazione per chi lo sa usare, ma non aiuta affatto chi non ne conosce il funzionamento.
Possedere le competenze adatte significa essere in grado di adottare determinate pratiche:
"Le pratiche, intese come interazioni locali in cui è possibile che vengano prodotte nuove interpretazioni, sono categorizzabili, al livello più basso, come esecuzione di compiti ( tasks ) in un dato contesto in vista di determinati scopi." [Mantovani, 1995b, p. 99].
Le pratiche sono quindi delle operazioni particolari compiute in funzione di uno scopo più generale: se non c'è un obiettivo, e quindi se non si hanno elementi in grado di dare senso alla situazione nella quale ci si trova, non si conoscono neanche le pratiche adeguate da utilizzare.
Quanto detto dimostra l'esistenza di una relazione ciclica che coinvolge gli artefatti e i loro utilizzatori. Osserviamo come ciò avviene.

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